Gestire l’emergenza nelle strutture MSNA di 2° livello

L'attuale emergenza migratoria minorile concorre a far saltare le "regole del gioco" costringendo soggetti pubblici e privati ad interventi sempre più spesso urgenti che non rispondono quindi alle necessità di crescita dei minori accolti, ma si limitano al loro sostentamento.
La scorsa estate è uscito questo articolo sul ilPost (https://www.ilpost.it/…/comuni-minori-stranieri-non…/) che avevamo letto con molta attenzione. Oggi siamo pronti ad aprire una discussione partendo proprio dalle parole di Paola Pierini Coordinatrice del servizio Nautilus.
Le strutture di accoglienza per Minori Stranieri Non Accompagnati quali il Nautilus, Ulisse e La Fonte, sono classificate come strutture di “seconda accoglienza”. Rientrando poi nella categoria dei Gruppi Appartamento, sono strutture destinate a minori che, dai 16 anni vengono valutati “idonei” ad esservi ospitati, per portare avanti, con loro e per loro, il progetto verso l’autonomia, l’inclusione e l’integrazione nel tessuto sociale. Per i gruppi appartamento non è prevista la presenza H24 degli educatori e degli operatori, proprio perché dedicati, da progetto, ad un tipo di utenza che presenta da un lato la necessità di ricevere un supporto ed una guida nel proprio cammino, dall’altro dovrebbe essere in grado il quotidiano in semi autonomia. Questo prevede il progetto e il consueto iter degli inserimenti, ogni qual volta si liberi un posto in accoglienza.
L’attuale emergenza migratoria minorile concorre a far saltare le “regole del gioco” appena descritte costringendo soggetti pubblici e privati ad interventi sempre più spesso urgenti che non rispondono quindi alle necessità di crescita dei minori accolti, ma si limitano al loro sostentamento. Le criticità riguardano certamente l’aumento dei minori migranti ma anche le patologie e le devianze che si portano dietro e che avrebbero bisogno di essere affrontate in modo specifico.
Per quanto sopra esposto, le strutture di secondo livello si trovano costrette a dover decidere inserimenti d’urgenza che rischiano di compromettere la stabilità del componenti della struttura accogliente. Per fare un esempio se un minore estremamente violento, per ragioni legate al suo passato o a particolari patologie, venisse inserito in una struttura di secondo livello, che come detto non sono h24 e che sono nate per agevolare il percorso di autonomia degli ospiti, rischierebbe di non ricevere le giuste risposte al suo stato con grave pregiudizio nei confronti degli altri ospiti.
Non ci sono né risposte facili né immediate. Sarebbe importante concedersi un momento, tra tutti gli attori dell’accoglienza, dove i ritmi non siano scanditi solo dal sentirsi costantemente in emergenza e dove ognuno possa apportare i propri elementi di valutazione e di osservazione e non si senta inesorabilmente travolto dall’urgenza che incombe su tutto. Sarebbe davvero bello…. Chissà..

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